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Alimurgia, Foraging, o andare per erbe tra le montagne d’Abruzzo
Quando la neve comincia a ritirarsi dalle vette delle montagne d’Abruzzo, il Gran Sasso e la Maiella, è in quel preciso istante che la nostra cucina smette di essere confinata tra quattro mura e si sposta fuori: nei boschi, lungo i tratturi, tra i filari delle vigne. Esiste un lessico botanico che precede la scrittura e che ha trovato nell’alimurgia — l’arte del raccogliere — la sua massima espressione. Se per l’alta ristorazione contemporanea suona molto cool definirlo “foraging“, tra i calanchi teramani e le faggete della Maiella lo chiamiamo semplicemente “andare per erbe“. Non è mera sussistenza, ma una sapienza millenaria che eleva l’erba ‘vile’ a ingrediente aristocratico. È…
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IL PECORINO DI FARINDOLA
Il formaggio firmato Alle pendici del Gran Sasso, arroccata su un alto sperone roccioso, si erge Farindola. Fondata dai Longobardi dopo la caduta dell’impero romano, divenne, nel tempo, uno dei paesi più grandi e importanti della zona. Qui avremmo trovato una scuola per suonatori di corno – utilizzato per avvisare gli altri pastori del sopraggiungere dei branchi di lupi – ed una per insegnare la lotta contro gli orsi, che spesso scendevano dalle montagne con intenti belligeranti. E così la sua fama perdurò fino agli inizi del 1900. In quegli anni il Comune di Farindola, differentemente da quelli delle zone limitrofe, concesse ai farindolesi vasti terreni pubblici da adibire al…
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Spaghetti alla Trappitara
I paesi abruzzesi di Pianella, Moscufo e Loreto Aprutino formano il triangolo dell’oro verde d’Abruzzo. Ed è proprio in queste zone che nascono gli “Spaghetti alla Trappitara”. Piatto tipico della tradizione agricola dell’entroterra pescarese, trae il suo nome dagli antichi frantoi romani, i trapeta. Con il tempo, il termine trapetum venne assorbito dalla lingua abruzzese e divenne “lu trappete” o “trappite”, e poiché questa pasta veniva offerta ai contadini ed ai braccianti che attendevano la macinatura delle olive, fuori dal frantoio, presero il nome di spaghetti alla “Trappitara”. Ognuno dei tre ingredienti principali, l’olio, il peperone dolce secco e gli spaghetti alla chitarra, ha la sua piccola storia. GLI…
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IL CARRUBO E LA MEMORIA
Altre Qualche domenica fa, siamo stati a trovare un amico nelle campagne pescaresi, e dopo aver riscoperto tutta una serie di piante aromatiche e mellifere, abbiamo scovato un Carrubo (Ceratonia siliqua). Proprio poco prima stavamo scherzando sul fatto che la figlia della nostra amica, di 7 anni, non sapesse cosa fosse uno stereo e non avesse mai visto un disco in vinile od una cassetta musicale, sconvolti da quanto in fretta si fosse trasformata la tecnologia, che eccola là, un’altra prova dell’oblio della memoria. In quarant’anni non avevo mai visto, né sentito parlare, né mangiato, una carruba. Eppure il Carrubo è un albero secolare che ha anche una lunga storia…
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L’Olio e gli “Spaghetti alla Trappitara”
La storia di un territorio a volte passa dalla tavola, ed in Abruzzo ci sono tante storie da raccontare. Voglio iniziare da un paesino arroccato sulla collina vestina e che nell’immaginario di tanti pescaresi rappresenta un presepe: Loreto Aprutino. Assieme a Pianella e Moscufo forma il triangolo dell’oro verde, l’olio con certificazione DOP della provincia di Pescara, ed è proprio in queste zone che nascono gli “Spaghetti alla Trappitara”. Piatto tipico della cultura agricola dell’entroterra pescarese, trae il suo nome dagli antichi frantoi romani, i trapeta. Nel trapetum, infatti, mentre i contadini attendevano la macinatura delle olive, si era soliti offrire questo primo piatto semplice ed appetitoso. Con il tempo…









