scuole magiche e storie da leggere
Attraverso l'arte,  Mrs Curiosity

SCUOLE MAGICHE E STORIE DA LEGGERE

C’è una particolare tipologia di libri che, ultimamente, sta riscuotendo un notevole successo, ed è il genere fantasy, ma non un classico romanzo bensì di una sorta di fusion, ovvero una particolare categoria di fantasy che è esplosa dopo la pubblicazione, nel 1997, di uno dei romanzi più famosi della letteratura per ragazzi: “Harry Potter e la pietra filosofale”. Non arricciate il naso, perché il caso editoriale della Rowling non ha avuto eguali nella storia. Il suo libro fu, appunto, una fusion tra il genere young-adult novel – romanzo per adolescenti – (YA) e l’ambientazione fantasy. Da allora gli scaffali delle librerie sono stati letteralmente invasi da scuole magiche e storie misteriose tutte da leggere.

 

Il romanzo di formazione

Il genere YA è correlato all’età ed all’esperienza dei protagonisti (che vanno dagli 11 ai 18 anni), e in esso confluiscono i più disparati argomenti relativi all’amicizia, al primo amore, alle relazioni interpersonali ed alla ricerca di una propria identità.  Queste storie, in pratica, si concentrano sulle sfide specifiche dell’adolescenza.

Gli YA si dividono in due sottocategorie: ci sono i romanzisociali” o “problematici”, dove un particolare problema sociale, come la discriminazione sessuale o razziale, i pregiudizi di classe, viene drammatizzato e rappresentato ai giovani lettori attraverso le loro ripercussioni sui personaggi del romanzo. La seconda sottocategoria è il romanzo di formazione, dove viene narrata l’evoluzione del protagonista, la sua crescita esteriore ed interiore, dall’adolescenza fino al raggiungimento della piena maturità o alla scoperta delle proprie origini. Questo percorso, però, avviene superando prove, affrontando viaggi, acquisendo esperienze e commettendo errori. Il giovane scopre le proprie passioni e sé stesso imparando dalle esperienze vissute e dagli sbagli compiuti.

Il romanzo fantasy per giovani adulti

Nel 1997 la scrittrice Joanne Rowling sconvolse il mondo letterario creando un romanzo per adolescenti ambientato nel nostro mondo ma “un pò diverso”. L’autrice utilizzò il genere fantasy per far conoscere ai ragazzi i vari problemi adolescenziali che capitano un po’ a tutti, ma anche i più importanti argomenti sociali, come il razzismo o i pregiudizi di classe. Ma perché ebbe tanto successo? Perché prese un ragazzino di 11 anni rimasto orfano e gli fece scoprire le sue origini facendogli frequentare la “Scuola di Magia e di Stregoneria di Hogwarts”: un mondo perfettamente organizzato, fantastico, ma speculare al nostro, dove ognuno si poteva sentire a casa.

La Rowling diede, in questo modo, nuovo vigore ai romanzi per adolescenti, ed è grazie al suo successo che scoppiarono, in tutto il mondo, una marea di altri casi letterari, come ad esempio gli “Hunger Games” di Suzanne Collins, “Fallen” di Lauren Kate o “Twilight” di Stephenie Meyer.

La cosa peculiare è che, tranne qualche sporadico caso (Harry Potter o Percy Jackson), i protagonisti di questi romanzi sono tutte ragazze, così come gli scrittori sono quasi tutte donne (ad eccezione, per  esempio, di Rick Riordan, Soman Chainani o Davide Morosinotto, che tuttavia scrive sotto un alias femminile!). Il che è singolare poiché, agli albori della sua carriera, la Rowling dovette scegliere l’alias J.K. perché gli editori erano convinti che agli adolescenti non sarebbero piaciuti libri scritti da donne (sic!!).

E non basta, queste storie così avvincenti e travolgenti, sono sfuggite dalle pagine dei libri per trasformarsi in film di successo… praticamente tutte.

 

A scuola di magia

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Ma qual è l’elemento che non può mai mancare nella vita di un adolescente, in qualsiasi epoca, mondo o realtà si trovi? Ovviamente è la scuola. Ed è così che nascono alcuni romanzi ancora più particolareggiati, diversi dagli Hunger Games e più simili ad Harry Potter.

Io ne ho letti 14. Quattordici romanzi messi in ordine cronologico, così da farvi valutare l’evoluzione del genere. Tuttavia, come spesso accade, il libro non sempre ha rispecchiato le aspettative… in alcuni casi la lettura della trama è stata addirittura fuorviante. Alla fine, nel mucchio sono capitati libri in cui la protagonista (dotata di particolari abilità) non frequentava una scuola di magia ma una scuola normale, oppure libri che non fossero fantasy, ma semplici romanzi problematici brutalmente reali (tranquilli, solo uno). Ad ogni buon conto li ho voluti mettere tutti perché, in qualche modo, potrebbero ispirarvi alla lettura.

 

Dal 1997 ad oggi

Dopo il 1997, gli autori di libri fantasy utilizzarono come canovaccio, con diverse sfaccettature, il libro della Rowling, portando il protagonista a scoprire la verità sui suoi poteri attraverso diverse peripezie. Tanto avvenne per “La corporazione dei maghi” o “Una grande e terribile bellezza“.

Sempre nel 1997, in televisione, ci fu anche un’altra novità: lo sdoganamento dei vampiri buoni grazie alla serie TV “Buffy l’Ammazzavampiri” (Buffy the Vampire Slayer). Grazie ad Angel, infatti, nel mondo fantasy venne introdotta l’idea del vampiro buono o dotato di un’anima.
D’improvviso tutti si dimenticarono di “Dracula” di Bram Stoker o di Lestat de Lioncourt di “Intervista con il vampiro” di Anna Rice, e nel 2005 nacque l’incarnazione dell’uomo dei sogni di tutte le adolescenti del mondo: Edward Cullen di Twilight.

Da quel momento in poi gli YA non parlarono più di scuole di magia ma di scuole per vampiri, tanto che nel 2007 nacquero “L’Accademia dei Vampiri” ed “Evernight“.

Ma come tutto, anche le mode ben presto passano, e così anche la scuola deve rinnovarsi. Dopo il grande successo editoriale della serie “Shadowhunters” pubblicata per la prima volta nel 2007, in cui si parla di Angeli e Demoni, gli angeli diventano oggetto di un’altra fortunata serie editoriale, “Fallen“.

Per molti anni, quindi, gli YA si evolsero assieme ai gusti degli adolescenti ma, ad un certo punto, sembrò che gli argomenti da trattare si fossero oramai esauriti.

Il ritorno al fantasy

Questo fino a che, intorno al 2010, sorprendentemente, negli YA il genere fantasy riprese il sopravvento anche per quanto riguarda l’ambientazione del romanzo. Le storie non si svolgevano più nella nostra realtà, ma si tuffavano in nuovi mondi fantastici. Si passava, quindi, dai sottogeneri dell’Urban fantasy o del Paranormal romance, al fantasy puro. Nascevano così “Accademie” per ladri, per personaggi delle fiabe, per i figli degli dèi o per esseri che parlano con gli dei.
Insomma, una scuola per tutti i gusti!

 

Andiamo quindi a scoprire qualcosa di più.

Di seguito vi ho messo l’elenco di 14 di questi libri che chiariscono un po’ il percorso storico di cui vi ho parlato (le date sono riferite alla pubblicazione in Italia). Ad ogni libro corrisponde un articolo, che potrete scegliere o meno di leggere. Vi voglio solo avvisare che cercherò di non spoilerare nulla, o metterò giusto qualcosina alla fine per chi, come me, a volte vuole sapere come va a finire prima del tempo.

 

Indice

  1. Harry Potter e la pietra filosofale (1998)
  2. La Corporazione dei Maghi (2007)
  3. Una grande e terribile bellezza (2008)
  4. Evernight (2008)
  5. L’Accademia dei Vampiri (2009)
  6. Fallen (2010)
  7. Percy Jackson & The Olympians: Il ladro di fulmini (2010)
  8. Red (2011)
  9. Il bacio della Morte (2013)
  10. Silver, il libro dei sogni (2014)
  11. L’accademia del bene e del male (2015)
  12. The Academy (2015)
  13. Oligarchia (2019) – vedi sotto – 
  14. La guerra dei papaveri (2020)

 

DIFFERENZE E SIMILITUDINI

La lettura di alcuni di questi libri è stata sorprendentemente avvincente e piacevole, per altri, al contrario, assolutamente priva di soddisfazione.

 

Oligarchia (2019)
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Oligarchia di Scarlett Thomas (on twitter @scarthomas )

Togliamo dal mucchio, immediatamente, Oligarchia che non è un romanzo fantasy ma parla del serio problema dell’anoressia. Una ragazzina russa di nome Natasha (Tash per gli amici inglesi) viene spedita in un college prestigioso londinese dove tutte queste ricche ragazzine fanno a gara per diventare sempre più magre, anche a rischio della vita, mentre, sullo sfondo, avviene un misterioso omicidio. Anche se l’argomento è di per se interessante, personalmente non ho apprezzato questo libro (nonostante altri libri della Thomas mi fossero piaciuti). Le protagoniste secondarie sono scialbe, vuote ed effimere, prive di personalità, e quello che viene presentato è un mondo attento solo al sesso, ai soldi ed all’apparenza, alquanto squallido e volgare. Ma forse oggi la realtà è così.
Tuttavia, ad onor del vero, devo dire che il personaggio della zia Sonja, la sorella del padre della protagonista, merita una menzione.

Natasha è vissuta sempre con sua madre, Lyudmila. Il padre, ricco oligarca russo, non sapeva neanche di avere una figlia, così quando lo scopre, l’unica cosa che si sente in dovere di fare è ricoprirla di soldi ed esaudire ogni suo desiderio materiale. Questo padre, tuttavia, è solo una presenza eterea di cui non è mai specificato neanche il nome.

Al contrario, l’unica figura che snocciola perle di saggezza è la zia Sonja. Si comprende benissimo che, come il padre, ha giri d’affari anche poco puliti, ma è una donna che si è fatta da sola e non vuole vedere sua nipote finire come tutte le ragazze ricche (e non) della sua età.

La spinge a mangiare, a non far caso troppo all’aspetto fisico ma alla sostanza; la invita a non bere e a non drogarsi, visto che quando si è lucidi si commettono errori meno gravi e se ne può sempre venire fuori; è felice che non posti tutta la sua vita sui social, perché aveva conosciuto tanti figli di miliardari che “Non facevano che pubblicare su Instagram le foto del palazzo della loro famiglia. O del jet privato in cui viaggiavano. Scrivevano i nomi degli animali domestici. Postavano le loro camerette, le loro palestre, i personal trainer. Tanto valeva chiedere apertamente di essere rapiti” o truffati; e così via. Non sono imposizioni da genitore, ma suggerimenti di una persona saggia che ha provato di tutto nella vita. E, fortunatamente, il suo messaggio attecchisce in profondità nell’animo della piccola Natasha.

Possiamo dire che è solo grazie a lei che Natasha verrà fuori da quel mondo, con qualche colpo di scena ed un epilogo inaspettato.

 

L’INTRODUZIONE

Detto questo, i racconti YA fantasy iniziano, diciamo, quasi sempre in tre modi, ovvero il protagonista:

  • non sa di avere poteri speciali e vive in una realtà apparentemente normale;
  • vive in una realtà in cui altre persone sono dotate di particolari abilità che lui non sa di possedere;
  • sa di avere poteri speciali e frequenta una scuola speciale.

La parte introduttiva della quasi totalità dei romanzi sarà sempre, quindi, caratterizzata dall’approccio del protagonista a questa “nuova” realtà che gli piomba addosso.

 

“NON PUO’ ESSERE VERO”

 

In questi 6 romanzi, i protagonisti vivono una vita abbastanza normale:

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The Academy di Amelia Drake

Harry Potter vive con i suoi zii, dopo aver perso i genitori in un incidente d’auto; Percy Jackson è una ragazzino problematico, che non fa altro che cambiare scuola, e non ha mai conosciuto suo padre. Allo stesso modo è problematica Lucinda Price, mandata in una specie di riformatorio per alcuni misteriosi incidenti che le sono accaduti. Gemma Doyle vive da sempre in una Bombay di fine 1800, in un’aristocratica famiglia inglese, finché la madre non si… suicida misteriosamente e lei viene mandata a Londra a studiare. Olivia Silver, assieme alla sua sorellina, viene ballonzolata da una città all’altra in balia del lavoro della madre e quando, finalmente, decidono di fermarsi a Londra, la sua vita verrà sconvolta da una novità: sua madre si è innamorata ed andranno a vivere con il suo nuovo compagno ed i suoi due figli.

L’unico personaggio che vive in un’ambientazione interamente fantasy è Twelve. E’ un’orfanella che abita nell'”Istituto per Ragazzi Speciali Edgar G. Stanislao Moser“, un orfanotrofio, e come unico sogno ha quello di frequentare l’Accademia di Servizio, per fare la cameriera nelle case dei grandi signori di Danubia. Nulla lascia presagire il suo reale futuro.

“Sorpresa!”

La vita di questi ragazzi, quindi, scorre più o meno tranquilla, fino a che accade qualcosa di totalmente inaspettato, che fa scoprire loro di essere speciali, volenti o nolenti. In alcuni casi la magia scorre nelle loro vene perché ereditato da uno o entrambi i genitori; in altri, la vita cambia a causa di qualcosa che sono ma che non sapevano di essere.

Quale sia la rivelazione che li travolge, la loro vita è sconvolta. Vengono trascinati dalla magia del momento, ma è solo apparenza, perché oltre ai normali problemi adolescenziali, sociali o amorosi, si aggiungono quelli legati alla scoperta ed alla gestione dei loro doni. Il messaggio dei romanzi? Tutto può cambiare nella vita, in un secondo, quindi non scoraggiarti.

 

“NON PUO’ ESSERE!”

  1. La corporazione dei Maghi (2007)
  2. Red (2011)
  3. L’accademia del bene e del male (2015)
  4. La guerra dei papaveri (2020)

In questi 4 romanzi le protagoniste vivono in un mondo intriso di magia, ma nessuna di loro sospetta di essere predestinata a qualcosa di grande o sa di avere anch’essa dei poteri.

La corporazione dei Maghi di Trudi Canavan

Nella Corporazione dei Maghi, Sonea sa che ad Imardin esistono dei maghi, ma sa anche che questi sono un’élite ricca e potente che vive nel Palazzo della Corporazione. Non esistono maghi tra la povera gente, e quando scopre, per puro caso, di avere dei poteri, lei è la prima ad esserne terrorizzata.

In Red, Gwendolyn sa che le donne della sua famiglia possono nascere con il potere di viaggiare nel tempo. A casa tutti sono in trepida attesa che la cugina Charlotte, il giorno del suo 16° compleanno, compia il suo primo salto. Ma all’improvviso il salto temporale lo compie Gwen e tutta la sua vita cambia in un lampo, già… perché sua madre ha nascosto, tanto tempo prima, una verità molto scomoda (e non solo una).

Nell’Accademia del bene e del male, le nostre protagoniste vivono in un paesino dove tutti hanno il terrore che i propri figli vengano rapiti da una oscura figura chiamata “Gran Maestro”. Al contrario degli altri, Sophie non vede l’ora di essere trasportata nella Scuola del Bene, mentre l’amica Agatha ha il terrore di rimanere sola. Anche qui ci sarà uno sconvolgimento di tutti i loro piani, non solo perché Agatha verrà portata via assieme all’amica, ma anche perché finiranno nelle scuole “sbagliate”, o almeno così sembra.

Nel libro “La Guerra dei papaveri”, infine, la cosa è più articolata, il libro è a tratti lungo e molto pesante. Rin, un’orfana di guerra, per sfuggire dalla famiglia adottiva che la vuole dare in moglie a soli 16 anni, si butta nello studio per entrare nella più rinomata Accademia Militare dell’Impero Nikara, la Sinegard, l’unica a poter essere frequentata gratuitamente con una borsa di studio. Per riuscire ad entrare, tuttavia, deve risultare la prima nella sua provincia. La sua tenacia, caparbietà e resistenza al dolore, alla fine, verrà ricompensata. Purtroppo, però, le prove non sono ancora finite visto che anche all’interno della Sinegard dovrà affrontare diverse difficoltà fino a che non scoprirà le lezioni di Demonologia. Qui le insegneranno a parlare con gli dei ed, a quanto pare, lei è una delle poche, nell’Impero, a poterlo ancora fare.

“Sorpresa!”

Anche qui, il colpo di scena è assicurato. Nessuna di queste ragazzine poteva immaginare quali doti possedesse, quali poteri nascondessero dentro di loro. Lo scopriranno durante un percorso di vita che sarà più impervio di quello dei protagonisti precedenti. Nella casistica precedente, i personaggi sono nuovi al mondo che li accoglie, e quindi le pretese degli altri sono più basse e la formazione più graduale.

In questo caso, invece, le protagoniste scoprono troppo tardi il loro dono, e sarà arduo mettersi al passo con gli altri loro coetanei. Nel viaggio, tuttavia, avranno dei precettori o “maestri” che li aiuteranno a sbocciare ed a scoprire di essere più potenti di chiunque altro. Il messaggio più importante è quello di non perdere mai la speranza e di lavorare sodo per raggiungere il proprio obiettivo: nulla è gratis a questo mondo.

 

“TUTTO E’ SPECIALE, NULLA E’ SPECIALE”

  1. Evernight (2008)
  2. L’Accademia dei Vampiri (2009)
  3. Il bacio della Morte (2013)

Gli ultimi 3 romanzi vedono, infine, come protagonisti vampiri, demoni, e via di mezzo! Qui i protagonisti hanno conoscenza dei loro poteri, studiano da anni come usarli e come gestirli, sanno di essere speciali… tuttavia frequentano una scuola dove tutti sono speciali, quindi, alla fine dei conti, sei uguale agli altri.

E così le storie d’amore e d’amicizia sono normali e “paranormali” allo stesso tempo. Non è su questo, quindi, che si concentra il racconto ma su un qualcosa che sovverte la normale routine scolastica.

Scuole magiche e storie da leggere
Evernight di Claudia Gray

In Evernight la protagonista, Bianca, si ritrova a frequentare una nuova scuola molto particolare. Non posso dire di più perché altrimenti svelerei uno dei più ben strutturati colpi di scena tra tutti i 14 libri letti! Ma possiamo dire che ci sono degli studenti nuovi che scompagineranno le carte in tavola.

Nel secondo libro, leggiamo di un’Accademia frequentata solo da giovani rampolli di nobili casati “vampireschi” e dalle loro guardie del corpo, i dhampir. Qualcuno sta perseguitando Vasilisia, Lissa per gli amici, l’ultima principessa del suo casato rimasta in vita, e Rose, la sua dhampir, non riesce a scoprirne il motivo. Ci riuscirà prima che sia troppo tardi?

Infine, nel Bacio della Morte, eccoci in una scuola di demoni e mezzi-demoni (tutti buoni) anch’essi bersagliati da strani attentati da parte dei loro nemici giurati, gli Azura, a danno di Serena, la figlia mezzo-demone del Capo del Palazzo. Anche qui, Thea, la migliore del suo corso, riuscirà a salvare la sua migliore amica?

Diciamo che in questi tre romanzi, il colpo di scena è nel mezzo o verso la fine del racconto, e fa comunque il suo bell’effetto. Qui i personaggi sono spinti dall’amore e dall’amicizia, ed il messaggio che si cela dietro questi libri è forse solo questo.

 

DI CHI SI LU FIJE (di chi sei figlio)?

Una delle rubriche del mio sito si chiama così, perchè in Abruzzo si usa sempre porre questa domanda a chi non si conosce.
Di fatto, tuttavia, la ragione è chiara, spesso “la mela non cade mai lontano dall’albero” e così, se sai chi sono i genitori di una persona, ti crei un’idea su chi hai di fronte.
Ma sappiamo bene che nella realtà non sempre è così. Ma nel fantasy?

Facendo un paragone tra tutti questi libri si nota subito come, ad esclusione forse degli ultimi tre, per creare la suspense viene celata l’identità di uno o di entrambi i genitori. La scoperta dell’identità del genitore coincide con la scoperta del potere magico o consolida il potere del protagonista, rendendolo più forte.

In pratica, troviamo quasi sempre personaggi orfani di uno o entrambi i genitori, o con genitori separati. In alcuni casi, addirittura, ci sono protagonisti secondari che hanno genitori cattivi, costretti, con difficoltà, a dimostrare di non essere come loro per convivere con il resto della comunità.

Insomma anche nel fantasy è importante sapere “di chi si lu fije“!

 

FEMMINISMO E LIBERTA’ DI SCELTA
Una grande e terribile bellezza di Libba Bray

In alcuni di questi romanzi è molto accentuato il messaggio femminista, senza estremisti. Le protagoniste sono spesso costrette, loro malgrado, a ricoprire dei ruoli standardizzati ed imposti dalla società e vengono spronate a ribellarsi. Questo perché nella realtà gli adolescenti confondono tra ciò che credono di volere e ciò che realmente vogliono. Non è stato facile neanche per noi, come non lo è in età adulta. Ricordate quando eravate adolescenti e i vostri genitori, o i vostri “amici”, tendevano a prendere le decisioni per voi? Come reagivate, se reagivate?

Questi libri vi invitano ad ascoltare la vostra anima o forse l’istinto, perché alla fine dei giochi, se dobbiamo compiere una scelta, dobbiamo aspirare a raggiungere la felicità, non una quieta normalità.

Vi riporto un bellissimo pezzo tutto da comprendere tratto da “Una grande e terribile bellezza“:

«Non esiste una scelta più sicura, Miss Temple. Ma esistono molte alternative tra cui scegliere».
«La mamma dice che le donne non sono state fatte per avere alternative. Ne resterebbero sopraffatte». Pippi ripete questa frase come una lezione imparata a memoria. «È per questo che dovremmo ubbidire ai nostri mariti».
«Ogni scelta porta con sé delle conseguenze» dice Miss Moore, con aria distratta. […]

«Che cosa succede se la nostra scelta è sbagliata?» chiedo piano.
Miss Moore prende una pera dalla ciotola e ci offre il grappolo d’uva.
«Bisogna cercare di correggerla».
«E se fosse troppo tardi? Se non fosse più possibile?».
Gli occhi da gatta di Miss Moore si velano di triste partecipazione mentre osservano di nuovo il mio dipinto.
Disegna una sottile linea d’ombra alla base della mela, dandole vita.
«Allora bisogna trovare il modo di convivere con le conseguenze».

 

Questo passaggio è molto importante nel susseguirsi degli eventi perché, ad un certo punto, una delle protagoniste secondarie compirà una scelta drammatica pur di fuggire da una realtà insopportabile, impostale dalla famiglia. Da qui la scelta: ci dobbiamo chiedere non solo “cosa ci renderà felice” ma anche “quali conseguenze preferiamo sopportare?”. Sta solo a noi scegliere, ed affrontarne le conseguenze.

Se ci facciamo togliere la facoltà di scegliere e di sbagliare, il libero arbitrio, perdiamo la nostra essenza e non cresciamo, rimaniamo imprigionati nelle nostre frustrazioni.

Un messaggio simile lo lancia l'”Accademia del Bene e del Male, dove l’autore vuole spingere le ragazze a sfuggire dal cliché imposto loro dalla società. Per sentirsi belle ed apprezzate non bisogna essere delle “principesse vestite di rosa”, ma basta amare sè stesse, così come, per essere principesse, non bisogna per forza sposare un principe.

 

CREDI IN TE STESSO

Alcuni autori, quindi, non si limitano ad utilizzare la cornice fantasy o a raccontare qualche melensa storia d’amore paranormale.
Se da un lato trasportano nei loro libri travolgenti storie d’amore, che solo gli adolescenti possono vivere, dall’altro cercano di far comprendere al lettore che la vita non è fatta di stereotipi, e che bisogna aver fiducia in sé stessi ed a volte, perdonarsi. Nella vita, infatti, non bisogna avere paura di tentare solo per paura di sbagliare.

Nel film “Jumanji – Benvenuti nella giungla” quando Spencer (il dott. Bravestone) rimane con solo una vita, ed impaurito di poter morire all’interno di quel videogioco, dice: “È molto più facile essere coraggiosi se hai delle vite di riserva. È molto più difficile se hai soltanto una vita”, “Fridge” (“Mouse” Finbar) gli risponde:

“Noi abbiamo sempre soltanto una vita, vero? Cioè è l’unica che abbiamo, funziona così. Il punto è come pensi di viverla, e quale persona decidi di diventare”.

Alla fine, sbagliando si impara, dice un adagio; gli errori ci formano e ci rinforzano, quindi lettore osa, e se cadi, osa di nuovo, credi in te stesso e non abbandonare i tuoi sogni al primo ostacolo…

Ah! No. Forse quest’ultimo insegnamento non viene dai romanzi, ma dalla vita degli scrittori e delle scrittrici che hanno creduto nei loro sogni e, come la Rowling, li hanno fatti diventare realtà nonostante le avversità, anche quando sembrava che il mondo si fosse scordato di loro.

 

Tu sogna e spera fermamente,
dimentica il presente
e il sogno realtà diverrà

Cenerentola

 

 

bye bye

 

 

Per scrivere questo post e citare prodotti o attività in esso contenuti, non mi sono stati offerti oggetti o compensi di alcun genere.

Le foto sono tratte dai siti Pixabay e Unsplash

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