PERCY JACKSON E IL LADRO DI FULMINI
Percy Jackson & The Olympians: The Lightning Thief
Autore: Rick Riordan
1° Editore: Mondadori
Anno edizione: 2010
Pagine: 361
Epoca: contemporanea
Ambientazione: reale/fantasy
Località: Montauk, Long Island, New York
Adattamento cinematografico: Si (+ prossima serie TV)
Scuola: Camp Half-Blood
Genere: Young Adult Novel
SAGA: Pentalogia di Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo
- Il ladro di fulmini
- Il mare dei mostri
- La maledizione del Titano
- La battaglia del labirinto
- Lo scontro finale
Nemesi: Crono
INTRODUZIONE AL LIBRO
Percy, o meglio Perseus Jackson, è un dodicenne abbastanza sfortunato nella vita. Con un grande deficit dell’attenzione, iperattivo e dislessico, il suo percorso scolastico è stato sempre abbastanza disastroso. Assieme al suo migliore amico Grover, un ragazzino portatore di handicap oggetto di scherno da parte degli altri ragazzini, ha dovuto affrontare tantissime disavventure.
Ma tutto cambia il giorno in cui, durante una visita ad un museo, viene attaccato dalla sua insegnante di matematica, la quale… trasformatasi in un mostro con tanto di ali da pipistrello ed artigli, tenta di ucciderlo.
In suo aiuto arriva un altro professore, il sig. Brunner, che gli lancia una… penna la quale, tuttavia, si trasforma in una spada non appena Percy la impugna.
Con un colpo di fendente il mostro diventa sabbia, lui si ritrova con una penna in mano e nessuno intorno. Quando incontra i compagni, nessuno sembrava conoscere la vecchia insegnante e lo scambiano per matto.
Non può, quindi, che convincersi anche lui di esser diventato pazzo; il suo umore, assieme al suo rendimento scolastico, crollano vertiginosamente, tanto da dover abbandonare la scuola.
Tuttavia, prima di andare via, ascolta per sbaglio una strana conversazione tra il sig. Brunner e Grover. In quel preciso istante si rende conto che quei due sapevano molto di più di quanto gli avessero raccontato e facevano di tutto per nascondergli ancora la verità.
Una mamma per amica in blu
Che cosa nascondevano quei due? C’era qualcosa che non andava e la cosa peggiore era che sua madre Sally, sapeva cosa. Orfano di padre, Percy era sempre vissuto solo con lei ed il suo puzzolentissimo compagno, Gabe Ugliano, soprannominato Gabe il Puzzone.
Sally era una dolce ed intelligente ragazza che adorava festeggiare i momenti belli preparando interi banchetti con cibo e bevande colorate di blu (il colore preferito di Percy!) ma lui non era mai riuscito a capire come facesse a vivere con quell’uomo.
Tuttavia, anche lei sapeva qualcosa che non voleva dirgli.
Che lui non fosse stato mai normale, ormai, lo sapeva, troppi problemi, ma ora la cosa stava diventando alquanto grave. Tutto cambia quando, durante una piccola escursione a Long Island con la madre, scopre di non essere pazzo.
Ebbene sì! C’erano dei mostri che lo stavano cercando per ucciderlo e la cosa peggiore era che nessuno, ancora, si decideva a spiegargli il perché.
Scappando con un satiro
Nel piccolo bungalow dove stava con la madre, infatti, viene raggiunto da Grover, ed è allora che scoprirà che il suo handicap altro non era che un modo per nascondere due agili gambette da capra, perché Grover era un satiro!
Grover li avverte che stanno per essere raggiunti da chi cerca di uccidere Percy e, così, i tre cercano di raggiungere un posto sicuro: un “campo estivo” dove il padre di Percy lo avrebbe sempre voluto portare fin da piccolo, al contrario della madre che aveva paura di perderlo.
Ma i colpi di scena non mancano. Durante la fuga Percy scopre che il loro inseguitore non è altri che un Minotauro.
La fuga diventa rocambolesca, il Minotauro è troppo potente, ed alla fine uccide Sally. Ma quando tutto sembra ormai perduto, Percy compie un’incredibile prodezza e riesce ad ucciderlo. Poco dopo, distrutto, crolla a terra.
“Sei un mezzosangue”
Dopo due giorni di riposo, finalmente Percy si sveglia nel “Campo Mezzosangue”, un posto fantastico dove ci sono tanti altri ragazzi come lui, che si allenano nei combattimenti più disparati, ma anche creature mitologiche di ogni tipo.
Questo è un campo per i ragazzi come lui…
-Per i ragazzi con disturbi mentali, vuoi dire? –
– Voglio dire per i ragazzi non umani. Non totalmente umani, insomma. Umani per metà. –
– Per metà umani e per metà cosa? –
– Penso che tu lo sappia. –
– Dei – dissi. – Per metà dei. –
Annabeth annuì. – Tuo padre non è morto, Percy. È uno degli dei dell’Olimpo. –
Ed eccola la svolta. Percy non è orfano ma figlio di un dio dell’Olimpo, che lo ha abbandonato appena nato. Tutti i problemi scolastici e di rendimento, di dislessia, di deficit dell’attenzione, dell’iperattività dipendono da questo: lui è un semidio.
Ma chi sarà mai suo padre?
L’impresa
Il romanzo sarà scandito da tutto un susseguirsi di colpi di scena, incalzanti e mozzafiato. Una corsa contro il tempo, nel vero senso della parola, già perché Perseus Jackson altri non è che il figlio di Poseidone, uno dei Tre Pezzi Grossi: i tre fratelli immortali che un tempo sconfissero il Titano Cronos e crearono l’Olimpo.
Ma non basta, tutti sono convinti che sia stato proprio lui a trafugare la Folgore di Zeus, il simbolo del potere del Padre degli Dei, e se non verrà restituita entro dieci giorni, Zeus dichiarerà guerra a Poseidone e ciò si ripercuoterà su tutta l’umanità.
Percy non è “il ladro di fulmini”, lo sappiamo, ma per dimostrarlo dovrà buttarsi nell’“impresa”, l’unica cosa che trasforma i semidei in “eroi”. Sarà così che Percy, in compagnia di Grover e di Annabeth, figlia di Atena, dovrà affrontare lo sguardo della Medusa, l’Inferno di Ade, il Casinò Lotus ed il Tunnel dell’Amore di Efesto.
Percy riuscirà a scoprire chi ha rubato la folgore ed a restituirla a Zeus in tempo?
Mi spiace ma io, più di questo, non vi dirò!!
PERSONAGGIO PRINCIPALE

Perseus Jackson è il protagonista indiscusso della saga. Fino all’età di dodici anni è cresciuto pensando di essere un ragazzo problematico, orfano di padre, ma quando scoprirà la verità, forse non ne rimarrà molto sorpreso. Percy ci racconta la sua storia in prima persona, ci fa provare le sue paure, le sue insicurezze, i suoi dubbi, e questo ci aiuta ad affezionarci sempre più a lui. Non ha scelto lui di diventare un semidio o un eroe. Tutto gli è capitato per caso.
Il suo rapporto con il padre, Poseidone, è molto complicato ma anche tenero, sicuramente il dio gli vuole molto bene ma le incomprensioni con suo fratello Zeus gli impediscono di dimostrarglielo.
La vita nel Campo Mezzosangue sarà molto piacevole e gli aprirà un mondo completamente nuovo ed affascinante, nel quale non è più una nullità ma addirittura uno dei migliori mezzosangue del campo, uno dei più potenti.
La sua dote principale sarà la lealtà. Percy non lascerà mai un amico in difficoltà, sempre e comunque correrà a salvarlo. Non è un ragazzo impavido ma durante tutto il romanzo non si tirerà mai indietro di fronte ai pericoli né compirà scelte sbagliate. Percy è un ragazzo tendenzialmente riflessivo ma anche molto simpatico.
Cooprotagonisti
Grover Underwood
E’ il migliore amico di Percy che, però, ha sempre ignorato quale fosse la sua vera identità. Grover è un satiro, o meglio, uno dei più incompetenti satiri della storia! In realtà i due non hanno la stessa età, perché i satiri maturano molto più lentamente degli esseri umani, così quando Percy ha dodici anni lui ne ha ventotto. Grover è il custode di Percy, ma è inesperto e pazzerello, come tutti i satiri. In tasca ha un flauto di canna, regalo di suo padre scomparso, e conosce solo due canzoni: il Concerto per pianoforte n. 12 di Mozart e “So Yesterday” di Hilary Duff, ed “entrambe suonavano piuttosto male”.
Adora le naiadi e le ninfe, mangia le lattine di bibite e quando è agitato … bela! Tra un beeebeee e l’altro, tuttavia, sarà sempre al fianco di Percy e grazie a lui maturerà e procederà con una sua personalissima impresa.
Annabeth Chase
E’ la migliore amica di Percy; sprezzante, carina, ferocemente competente, Annabeth lo ha ribattezzato “testa d’alghe”. E’ la prima ragazza che conosce al Campo mezzosangue, ed è sempre lei che gli spiegherà tutto sul campo, su chi sono e su cosa fanno lì. Figlia di Atena e di un professore di storia di West Point, nasconde una storia abbastanza triste. Lei, Luke Castellan (figlio di Ermes) e Talia, figlia di Zeus, mentre, ancora piccoli, cercavano di entrare per la prima volta nel campo mezzosangue, erano stati intercettati da alcuni mostri mitologici. Talia, la più grande, chiese a Grover di portare i due bambini dentro l’accampamento mentre lei affrontava tutte quelle creature malvagie. Poco dopo Talia morì e né Luke né Annabeth la dimenticarono mai. Quindi anche se nelle sue scelte Annabeth farà prevalere sempre la ragione, come sua madre, non cambierà mai i suoi sentimenti di affetto che la legano a Luke.
DUE COSUCCE SULL’AUTORE

Richard Russell Riordan Jr. è un texano verace. Nato il 5 giugno del 1964, scoprirà subito la sua piccola passione per la scrittura. Già a 14 anni, infatti, inviava la sua prima novella ad un editore, solo, però, per vedersela rifiutata. Sua mamma la conservò finchè non pubblicò il suo primo libro, come monito, mai arrendersi!
Sposatosi con Becky il 5 giugno del 1985, ovvero il giorno del compleanno di entrambi, oggi vivono a Boston, ed hanno due figli, Haley e Patrick.
La sua avventura come scrittore è iniziata mentre faceva il professore delle medie, quando, nel 1997, riuscì a far pubblicare il suo primo romanzo giallo, in cui il protagonista principale era Tres Navarre, un texano da tre generazioni che tornava a San Antonio per scoprire chi aveva ucciso il padre, lo sceriffo della zona.
Il libro ebbe un discreto successo, vincendo anche molti premi nazionali, ma come spesso accade, quello che guadagnava non bastava per vivere. Così continuò ad insegnare fino a che non nacque “Percy Jackson”.
Percy Jackson e le favole della buonanotte.
Il maggiore dei figli di Rick, Haley, aveva problemi di dislessia, di deficit dell’attenzione ed iperattività e per aiutarlo nei compiti, un’ora al giorno leggevano assieme un libro. Ad Haley piacevano molto i miti greci che studiava a scuola, così il padre gli leggeva le gesta di quegli eroi prima di andare a dormire. Ovviamente ad un certo punto le storie finirono e il bambino gli chiese di inventarsene lui qualcuna nuova.
Percy Jackson nacque così. Sera dopo sera, un piccolo semidio con gli stessi problemi di Haley, scopriva che i suoi non erano “handicap” ma superpoteri e che era figlio del dio del mare. Quel racconto serale fu così avvincente che l’anno successivo Rick decise di trascriverlo e renderlo un libro.
La cosa bella dei vari personaggi dai lui creati è che sono tutti ispirati ai suoi studenti, non ad uno in particolare, ma un pò a tutti. Insegnando aveva la possibilità di vedere come i ragazzini si comportavano nelle situazioni più disparate. In alcuni casi faceva leggere loro anche il libro per avere un’opinione sincera e rimase stupito di quante cose ancora poteva scoprire su di loro.
In un certo senso scriveva ciò che conosceva.
Ci volle tempo prima che il libro fosse pubblicato ma da quel momento in poi la strada fu tutta in discesa.
Rick Riordan è uno degli scrittori per i ragazzi più letto. Grazie a lui la mitologia non è mai stata così divertente e sicuramente potrebbe spingere tanti ragazzini a scoprirne sempre di più. Ad oggi ha scritto più di trenta libri, divisi in diverse collane che si occupano di divinità romane, norrene ed egiziane, con protagonisti tutti diversi e mai noiosi.
Insomma, come tutti gli scrittori che hanno sfondato, il suo motto potrebbe essere “scrivi ogni giorno, leggi tanto e non temere il rifiuto!”
VALUTAZIONE
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4 pecorelle
Mai nessun personaggio è stato tanto paragonato ad Harry Potter come Percy Jackson.
Facciamo un elenco per capirci:
- Nei romanzi ci sono tre protagonisti: il protagonista un po’ travagliato ma molto coraggioso (Percy/ Harry), la ragazza sveglia ed intelligente (Annabeth/Hermione), il tipo divertente, incasinato ed a volte imbranato (Grover/Ron);
- Nessun vuole mai pronunciare i nomi del cattivo, nel caso Crono/Voldemort;
- Il cattivo, Crono/Voldemort, è creduto morto ed anche se ci sono molti indizi che dimostrano il contrario, nessuno vuol credere che stiano tornando al potere, negandone la possibilità;
- Gli allievi della scuola Campo Mezzosangue/Hogwards vengono divisi in base alle loro abilità (connesse al loro genitore divino). Così mentre ad Hogwards abbiamo le 4 case dei fondatori, qui abbiamo 12 case (o almeno è così nei primi libri), una per ogni dio (ad eccezione di Ade);
- Esiste una profezia su Percy/Harry, ma chi la conosce, ovvero Chirone/Silente, non la svelerà al protagonista, almeno nel primo libro;
- Harry comprende il linguaggio dei serpenti, Percy quello dei cavalli (perchè li ha creati Poseidone);
- In entrambi ci sono i mezzosangue, metà maghi e metà umani in Harry, e metà dei e metà umani in Percy!
E che ne dite della trama?
- C’è un bambino, con tanti problemi nella vita, orfano (di padre stavolta e non di entrambi i genitori) che ad un certo punto scopre che la vita può essere completamente diversa;
- C’è un luogo che il protagonista può chiamare “casa”, dove vivere alcuni mesi dell’anno lontano dalla “normalità” (Harry l’intero anno scolastico, Percy l’estate);
- Troverà persone come lui, che lo ameranno ed apprezzeranno per quello che è, e vivrà epiche avventure che non avrebbe mai immaginato di vivere…
“Ma queste non possono essere solo similitudini”, penserete… in realtà sì.
Il viaggio dell’eroe
Da fan di Harry Potter, una volta lessi un articolo su internet che paragonava Harry Potter a Luke Skywalker. Tantissime erano le similitudini tra i due personaggi, forse ancora di più di quelle tra Percy ad Harry. In realtà la ragione è semplice, tutti questi racconti si basano su un costrutto letterario che si chiama il “viaggio dell’eroe”.
Questo è un modello narrativo sviluppato da uno sceneggiatore di nome Christopher Vogler sulla base di alcuni studi effettuati dallo storico Joseph Campbell nel suo libro “L’eroe dai mille volti”. Il modello si basa su uno schema circolare suddiviso in diverse tappe che portano, da un lato, alla crescita interiore del personaggio, e dall’altra ad un rafforzamento delle sue abilità.
Un tipo simpatico
In pratica il racconto si svolge sempre con le stesse dinamiche, ma cambia la storia e l’indole dei personaggi. Percy, infatti, è completamente diverso da Harry, con meno problemi esistenziali, più simpatico e spiritoso, e molto meno cupo!
Anche la storia è diversa. Ho letto il secondo libro ed è molto più bello del primo. La mitologia è trattata in modo leggero ma al contempo affascinante, tanto da far venire voglia di andare a rileggersi gli antichi miti su libri e su internet. Insomma le similitudini solo solo casuali.
E’ lo stesso Riordan che affronta poi il problema “Harry”. Sul suo sito spiega come lui stesso sia rimasto stupido del caso letterario della Rowling. Come insegnante ha potuto vedere l’effetto che quei libri hanno avuto sui giovani lettori. Racconta che c’erano ragazzini che lo rileggevano di continuo e se chiedeva se non si fossero stancati, loro gli rispondevano: “Sì, ma non c’è nient’altro di così bello”.
Quindi Riordan si è dedicato a scrivere libri che potessero veramente piacere ai ragazzi, non come un adulto, ma come se fosse uno dei suoi allievi, ed il risultato è stato eccezionale.
Perseus e gli eroi sfortunati
Quel Perseo lì vinceva sempre. Ecco perché mamma mi aveva dato il suo nome, anche se lui era figlio di Zeus e non di Poseidone. Il Perseo originale era uno dei pochissimi eroi dei miti greci ad avere un lieto fine. Gli altri erano tutti morti… dopo essere stati traditi, sbranati, mutilati, avvelenati o maledetti dagli dei. Mamma sperava che avessi ereditato la sua fortuna. A giudicare da come mi era andata fino a quel momento, non ero molto ottimista

Questa è una citazione tratta dal secondo libro della saga, e l’ho inserita perché sinceramente, spiega un po’ la natura di Percy,
Percy non si scoraggia mai di fronte a nulla, è ironico, sarcastico, ha paura ma si butta in tutte le avventure pure di salvare coloro che ama. E la scelta del suo nome è molto singolare.
In effetti se guardiamo bene tantissimi eroi della mitologia greca ne subiscono di tutti i colori, e vedere come un adolescente qualsiasi, anche se un semidio, affronta divinità, mostri mitologici ed oracoli, cavandosela sempre per il rotto della cuffia, ti fa prendere coraggio e invogliare ad andare avanti. Riordan non ha mai voluto scrivere un libro cercando di mettere dentro particolari messaggi per i ragazzi, ma di fatto è stato così.
In fondo questi semidei sono quasi tutti disadattati ma stando insieme scoprono quanto valgono e non si lasciano mai abbattere da ciò che accade loro, reagiscono, è questo è comunque un messaggio positivo da lasciare agli adolescenti.
In alcuni casi, tuttavia, alcuni suoi personaggi sono scaturiti dal momento storico. Nei libri successivi avremo un piccolo semidio gay ed una semidea mussulmana, ideata proprio dopo il crollo delle torri gemelle.
IN CONCLUSIONE

Leggendo alcune delle interviste di Riordan ho compreso molto di più i suoi libri. Io li ho trovati adorabili, specie il secondo (ora sono solo al terzo), tanto che il primo l’ho regalato a mio nipote che quest’anno inizia la prima media, e gli sta piacendo moltissimo.
Sono scritti proprio per i ragazzi più giovani, tra gli 11 ed i 14 anni, non ci sono episodi di violenza gratuita, turpiloqui, sesso, eppure tutto scorre perfettamente, con colpi di scena e reminiscenze di mitologia. Questa storia è un’emozionante fantasy pieno di amicizie, mitologia greca, magia, mistero, cattivi e buoni ragazzi e colpi di scena.
Il libro è divertente ma anche didattico, pieno di nozioni nascoste dietro ad ogni pagina.
Percy passa dall’essere “uno sfigato” ad essere “un semidio”; dallo studiare in una misera scuola di periferia, al giocare a Pinnacolo con Dioniso, il dio del vino; dal litigare con una bulletta paffutella, al tagliare la testa alla Medusa pensando tra sè e sé “ma quando lo ha fatto il mio omonimo, lei dormiva!”.
Gli dei che troviamo qui sono moderni ma anche antichi. Pur mantenendo le loro peculiarità mitologiche, si sono adeguati ai tempi moderni. Gli dei del mondo di Percy sono irriverenti, sfacciati ma al contempo esilaranti, come lui. Tutti i personaggi sono interessanti, divertenti e piacevoli da scoprire e conoscere assieme a Percy, che ogni volta non si trattiene dallo svelarci i suoi pensieri più profondi e buffi.
Questo libro rimane, quindi, una storia per bambini che consiglio caldamente di far leggere loro, e se volete, anche a voi. Assolutamente da comprare.
Se volete leggere di altre scuole magiche e misteriose, ne potrete trovare un elenco qui!
Bye Bye
Per scrivere questo post e citare prodotti o attività in esso contenuti, non mi sono stati offerti oggetti o compensi di alcun genere.



